Chapel of Blessed Sacrament

Novalesa

Religious Art

La ricostruzione della parrocchiale di Novalesa comportò l’abbattimento della cappella dei Disciplinanti del SS. Sacramento, contigua alla chiesa seicentesca, cui i confratelli acconsentirono a condizione che la comunità facesse edificare una nuova cappella al di fuori del corpo della chiesa. I lavori si svolsero nell’ultimo decennio del secolo, a conclusione di quelli della chiesa principale. Di discrete dimensioni e dotata di sacrestia, in essa fu realizzata una profonda tribuna ospitante i banchi dei confratelli (ancora esistenti: essenziali, con sedile a panca ed ornati soltanto da una voluta sul fianco), sulle cui pareti fu dipinto un ciclo tematico coerente all’intitolazione della Confraternita, costituito dalle figure degli Apostoli dipinte sulle pareti. Della committenza secentesca della Compagnia dei Disciplinanti, nata, con ogni probabilità, nel 1597 a seguito della visita pastorale del 1584 che ne aveva rilevato l’assenza, ci è consentito farci un’idea grazie alla documentazione di archivio e ad alcuni pezzi significativi conservati nella chiesa stessa. Fra questi va ricordata l’ancona d’altare in legno rappresentante la comunione di una santa, reca la firma “Dufur pingebat 1708”. Lo schema costruttivo dell’ancona d’altare si rifà alla tipologia dei retables della Moriana. Due coppie di colonne tortili, basate su alti plinti e coronate da capitelli corinzi, fiancheggiano il quadro centrale; sopra di questo, sorretto da una ricca trabeazione domina una cimasa costituita, come nei retables di Avrieux e Termignon, da due volute e da un “petite retable”; quest’ultimo è fiancheggiato da colonnine tortili ed è concluso da un timpano spezzato. Lateralmente la struttura è completata da ali a volute sinuose. […]

La struttura esaminata, alla quale negli altari più grandi si aggiungono sezioni laterali con statue in nicchie e sul coronamento (come nello smembrato altare della parrocchiale di Giaglione), rappresenta l’esito ormai fissato di un processo evolutivo maturato in Moriana lungo il Seicento, con caratteristiche peculiari ma anche in sintonia con fenomeni diffusi in tutto l’arco alpino. Sulla base dei moduli controriformistici recepiti nella prima metà del secolo tramite le interpretazioni di Jean Clapier e della sua bottega, si erano innestati, ad opera di altre dinastie di artigiani, apporti complessi non ancora del tutto definiti nelle provenienze e nei tempi, che condussero ad esiti non lontani da quelli riscontrabili nel vicino Delfinato. Modelli ormai canonici erano offerti agli intagliatori savoiardi dal Livre d’architecture dell’architetto e scultore ducale Francois Cuénot (operoso nei territori sabaudi tra il 1638 e il 1687). Nella fattispecie la formulazione e la virtuosistica esecuzione dell’apparato decorativo (dai tralci nervosi e leggeri sulle spire delle colonne alla sagoma sinuosa delle ali, dalla cornice traforata del quadro centrale a tutto il sistema di volute, girali, cardi e palmette che qualifica e riveste ogni superficie), insieme con lo stile delle parti figurali (si vedano le teste di cherubini nelle basi delle colonne), consentono sicuri e precisi confronti con le opere prodotte dagli scultori Bernard Flandin, Sébastien Rosaz e Jean Simon per la chiesa parrocchiale di Termignon.

Anche la figura dell’Eterno benedicente proteso dal “petit retable” del fastigio richiama dappresso la consimile immagine che figura sull’altare del Rosario, a termignon, nel quale intervennero i citati artigiani nel 1676. Sicchè l’altare della confraternita di Novalesa può essere attribuito al gruppo dei Flandin, Rosaz, Simon, o almeno a quelli, tra costoro, che come il Rosaz e Flandin protrassero la loro attività sino all’inizio del Settecento. Dallo stesso ambiante proviene anche il dipinto centrale, il cui autore appartenne ad una famiglia di artigiani nota per altre opere sparse nell’alta valle dell’Arc.

Cfr Valle di Susa Arte e Storia dall’XI al XVIII secolo, Torino 1977, articolo di Guido Gentile.

Oggi la cappella ospita il Museo di Arte Religiosa Alpina di Novalesa.

  Via Maestra 19, 10050 Novalesa
tel: 0122 622640
museo@centroculturalediocesano.it

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